Enciclopedia giuridica

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Credito e risparmio

La prima disciplina del credito e risparmio risale agli anni trenta ed era caratterizzata dalla stretta connessione fra controllo pubblico del credito e tutela de risparmio. L’art. 47 della Costituzione ha, almeno in parte, confermato tale impostazione, tanto che la disciplina dettata con la legge bancaria, volta prevalentemente a garantire la stabilità degli intermediari creditizi, è rimasta sostanzialmente immutata anche dopo l’adozione della Carta costituzionale. Tale disciplina era caratterizzata da penetranti poteri di direzione e di controllo attribuiti alla Banca d’Italia (v.), esercitabili con ampio grado di discrezionalità . Il processo di integrazione comunitaria ha imposto, in tempi recenti, la liberalizzazione dell’accesso all’attività creditizia, la ridefinizione dei poteri di controllo, la riduzione della discrezionalità : accanto alla stabilità sono emersi altri fini che i poteri pubblici devono perseguire, come la trasparenza e la concorrenza. Lo sviluppo del mercato azionario e degli intermediari finanziari non creditizi ha portato, inoltre, l’abbandono della identificazione tra credito e finanza e, quindi, anche tra credito e risparmio: quest’ultimo può trovare molti impieghi diversi. La disciplina pubblica del risparmio e la disciplina pubblica del credito sono, oggi, disgiunte, avendo ambito e oggetto solo parzialmente coincidenti. La disciplina del credito è stata sistematizzata con l’adozione del t.u. del 1993, con il quale si è data piena attuazione alle direttive comunitarie in materia. .


Credito      |      Credito garantito


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