Enciclopedia giuridica

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Evasione

La fattispecie di reato disciplinata dall’art. 385 è finalizzata a sottoporre a sanzione penale il comportamento di chiunque evada essendo legalmente arrestato o detenuto. L’applicabilità della disposizione è peraltro estesa anche al condannato ammesso a lavorare esternamente allo stabilimento penale. Si tratta quindi di un tipico reato proprio, giacche´ il fatto può essere commesso unicamente da soggetti che vengono a trovarsi in determinate situazioni di soggezione al potere coercitivo dell’autorità statuale. C’è da rilevare come all’arresto debba pacificamente considerarsi equiparato il fermo di indiziato di reato (art. 384 c.p.p.), e come debbano essere considerati in stato di detenzione anche coloro che siano agli arresti domiciliari (art. 284 ss. c.p.p.) o assegnati alla custodia cautelare in luogo di cura (art. 286 c.p.p.). In base alla dizione letterale della norma tanto la detenzione quanto l’arresto e il fermo devono essere stati operati in conformità delle norme di legge. Poiche´ la condotta di sottrazione al potere coercitivo statuale può manifestarsi con le più svariate modalità trattasi indubbiamente di reato a forma libera. La consumazione si ha quando il soggetto riesca anche per un breve tempo a sottrarsi in maniera completa alla restrizione di libertà cui era sottoposto. Non esistono dubbi sulla configurabilità del tentativo mentre il dolo è senz’altro generico. Sono previste due circostanze aggravanti (violenza o minaccia verso la persona o effrazione e violenza e minaccia con armi o da più persone riunite) e come circostanza attenuante una sorta di ravvedimento postevasionedelictum consistente nel costituirsi in carcere prima della condanna.


Eutanasia      |      Evasione fiscale


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