Enciclopedia giuridica

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Motivi del ricorso

I motivi del ricorso costituiscono elemento essenziale del ricorso che deve contenere i motivi su cui il ricorso si fonda con l’indicazione degli articoli di legge e di regolamento che si ritengono violati. Essi devono essere dedotti entro il termine perentorio per ricorrere, a meno che non si tratti di giudizi non soggetti al termine di decadenza (v. giurisdizione amministrativa, motivi del ricorso esclusiva). Il giudice è vincolato ai motivi dedotti dal ricorrente e non può annullare l’atto impugnato per motivi non denunciati con il ricorso. I motivi del ricorso determinano l’oggetto del ricorso e devono inerire al provvedimento impugnato, per cui non sono ammissibili i motivi relativi ad atti non impugnati ovvero dedotti per relationem da quelli proposti in un altro giudizio. A pena di inammissibilità , la legge richiede la specificazione dei motivi e la precisazione del profilo sotto il quale il vizio dell’atto viene dedotto, per cui sono inammissibili le doglianze formulate in modo dubitativo o generico. La formulazione dei motivi del ricorso in forma ipotetica è consentita solo nel caso in cui il ricorrente, per una causa a lui non imputabile, si sia trovato nell’impossibilità di conoscere il contenuto dell’atto al momento della proposizione del ricorso. La giurisprudenza, però , ritiene che ai fini dell’individuazione dei motivi di gravame, deve aversi riguardo non solo alle censure espressamente enunciate, ma anche a quelle che se pure formalmente non esplicitate, possano essere desunte dall’esposizione dei fatti e dal contesto del ricorso. Per il principio del divieto della mutatio libelli, il ricorrente non può , dopo la notifica del ricorso, addurre nuovi motivi d’impugnativa, ampliando l’oggetto della controversia. Per effetto del principio dispositivo (v. domanda), nel processo amministrativo è consentita, invece, la rinuncia rispetto a qualche motivo del ricorso, dalla quale deriverà consequenzialmente una restrizione del thema decidendum. (M.T. Sempreviva).

motivi del ricorso aggiunti: sono quelli che il ricorrente può proporre qualora sia venuto a conoscenza, per una ragione a lui non imputabile, successivamente alla proposizione del ricorso, di atti o di documenti da cui emergano ulteriori vizi originari del provvedimento impugnato. La proposizione dei motivi del ricorso motivi del ricorso deve avvenire nel termine perentorio di sessanta giorni, decorrente dalla data in cui il ricorrente ha avuto piena conoscenza delle circostanze poste a base dei motivi stessi. I motivi del ricorso motivi del ricorso devono essere notificati, a pena di inammissibilità, ai tutti i controinteressati a prescindere dalla loro costituzione in giudizio, e depositati nei successivi trenta giorni dall’eseguita notifica. Mentre la giurisprudenza si presenta unanime nel ritenere che con la proposizione di motivi motivi del ricorso il ricorrente non può impugnare atti nuovi o diversi da quelli impugnati con il ricorso, la dottrina è divisa tra coloro che avallano la tesi giurisprudenziale, e coloro che ritengono ammissibile l’impugnativa di un altro atto qualora esso si presenti sostitutivo di quello già impugnato nel ricorso, o modificativo del rapporto oggetto di controversia. (M.T. Sempreviva).

assorbimento dei motivi del ricorso: si parla di motivi del ricorso motivi del ricorso, quando a seguito dell’accoglimento di una o più censure dedotte nel ricorso, il provvedimento impugnato cada nella sua interezza dando luogo al ripristino della situazione giuridica anteatta, così da rendere inutile l’esame dei restanti motivi. La prassi motivi del ricorso motivi del ricorso è stata da più parti criticata, poiche´ ritenuta violativa del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, enunciato dall’art. 112 c.p.c. Si è osservato, altresì, che in tal modo si affiderebbe in via esclusiva al giudice il compito di stabilire quando vi sia assorbimento e quali siano le censure da considerarsi prevalenti rispetto alle altre. Per la più recente dottrina, il fenomeno in questione opera solo in alcuni casi c.d di assorbimento proprio: 1) all’interno di uno stesso capo di domanda, in presenza di una fungibilità dei vizimotivi del ricorsomotivi; 2) tra capi di domanda fungibili; 3) tra capi di domanda interdipendenti. La giurisprudenza più recente, dal canto suo, ha posto dei limiti all’applicabilità di tale prassi prevedendo che il giudice, nell’esaminare le censure, dia prevalenza quei motivi denuncianti un vizio di illegittimità sostanziale rispetto a quelli evidenzianti profili di illegittimità formale. (M.T. Sempreviva).

motivi del ricorso assorbiti nel giudizio di primo grado: i motivi del ricorso motivi del ricorso non necessitano di una riproposizione specifica da parte dell’appellato nel giudizio di secondo grado, perche´ esaminati d’ufficio; è da ritenersi sufficiente il loro richiamo in una semplice memoria difensiva. (M.T. Sempreviva).

graduazione dei motivi del ricorso: nel ricorso, l’ordine dei motivi può essere graduato, per dare al ricorrente la possibilità di evidenziare fra essi quelli di cui ha prevalente interesse all’accoglimento, e quelli di cui potrebbe avere interesse solo in via subordinata, e cioè , nel caso in cui non vengano accolti i primi. Fra i vari motivi del ricorso intercorre un rapporto di separazione, essendo essi indipendenti l’uno dall’altro; da ciò consegue che la sorte di un motivo non incide su quella di un altro, per cui l’eventuale inammissibilità di uno dei motivi non comporterà l’inammissibilità del ricorso. (M.T. Sempreviva).


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