Enciclopedia giuridica

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Redditi di capitale

La categoria dei redditi di capitale comprende la maggior parte dei proventi derivanti dalle c.d. attività finanziarie; essa è tuttavia priva di un criterio definitorio omogeneo affidandosi all’elencazione casistica contenuta nell’art. 41 Tuir. La categoria può essere divisa in due gruppi: quello degli interessi ed altri proventi derivanti da contratti di prestito (mutui ed altre forme di credito); e quella dei proventi derivanti dalla partecipazione in società ed enti. Ev utile rammentare che i redditi di capitale, per il noto principio di attrazione del reddito d’impresa, concorrono a formare il reddito d’impresa quando sono conseguiti da società commerciali o nell’esercizio dell’attività imprenditoriale da parte di persone fisiche. L’imposizione riguarda solo il frutto del titolo (o del credito) e non si estende mai ai proventi derivanti dalla sua negoziazione (differenza tra prezzo di acquisto e vendita dei titoli di partecipazione in società ) che rimangono intassati se non rientrano tra i redditi diversi (v.). Caratteristica della categoria è l’irrilevanza (intesa come indeducibilità ) dei costi di produzione del reddito (art. 42 Tuir). I redditi di capitale sono tassati secondo il principio di cassa, pertanto essi non divengono rilevanti al momento della maturazione, ma quando vengono materialmente percepiti. Peraltro l’art. 42 prevede per gli interessi una presunzione relativa di percezione alle scadenze stabilite per iscritto o, se tali scadenze non sono stabilite per iscritto, alla maturazione per periodo d’imposta. Un’ulteriore presunzione è prevista (art. 42, comma 2o) per la fruttuosità dei capitali dati a mutuo; così se la misura degli interessi non è computata per iscritto i presumono dovuti al saggio legale (10%). I redditi di capitale sono spesso tassati con una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. Per quanto riguarda più specificamente gli interessi e gli altri proventi derivanti da contratti di prestito v. interessi. I redditi derivanti da partecipazione in società ed enti non comprendono i proventi erogati dalle società di persone e assimilate per cui vige il criterio di trasparenza. I proventi erogati dalle altre società costituiscono invece reddito di capitale; tuttavia in tale gruppo non rientra ogni somma erogata dalla società al socio, ma solo le distribuzioni di utili societari. Pertanto non costituisce reddito di capitale (anzi non costituisce reddito affatto) la restituzione dei conferimenti ovvero il rimborso ai soci del capitale e degli altri fondi della società aventi natura analoga al capitale (es. fondo sovrapprezzo azioni o i fondi formati con i versamenti a fondo perduto dei soci). Tuttavia se il capitale sociale deriva parzialmente da aumenti gratuiti effettuati utilizzando riserve di utili, la restituzione del capitale sociale per esuberanza (o per recesso) costituisce reddito per il socio (accompagnato dal credito d’imposta) (art. 44 Tuir). La categoria dei redditi di capitale comprende altresì i compensi per prestazioni di garanzie (art. 41, lett. d), le quote di utili agli associati in partecipazione che non abbiano conferito solo lavoro (art. 41, lett; f), le rendite perpetue e gli utili corrisposti a chi ha affidato somme ad enti di gestione di patrimoni mobiliari per conto di una pluralità di soggetti (v. fondi comuni d’investimento) (i proventi delle gestioni individuali saranno tassabili nell’art. 41, lett. h, in quanto la misura definita è realizzata perche´ il provento della gestione non è altro che una quota predeterminata del risultato della gestione medesima). I capitali percepiti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita sono imponibili per la parte che eccede i premi versati attraverso una ritenuta a titolo d’imposta del 12,50%. In tutti i casi suddetti l’appartenenza alla categoria dei redditi di capitale è giustificata in quanto si tratta di fenomeni derivanti da un impiego potenziale o attuale di capitale. La categoria è completata da un’ampia norma residuale, ma di non agevole applicazione, per cui costituiscono redditi di capitale gli altri redditi derivanti in misura definita da un impiego di capitale, esclusi gli interessi diversi da quelli derivanti da depositi e conti correnti. I redditi di capitale sono un tipico reddito di fonte patrimoniale ed in quanto tale assoggettato ad Ilor (salvo applicazione di ritenuta a titolo d’imposta che di fatto esclude l’applicazione dell’Ilor).


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